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StrategiaDati 2026

Perché nel 2026 il controllo dei prezzi è più importante che mai

Redazione Koontrol18 febbraio 20265 min

Il 2025 si è chiuso con un'inflazione alimentare in Italia che ha superato stabilmente la media europea. Per chi gestisce un ristorante, un bar o una farmacia, ogni punto percentuale di aumento sui prodotti acquistati erode direttamente il margine netto — che nella ristorazione si aggira tra il 3 e il 5%. Nel 2026 il quadro non migliora: le catene di approvvigionamento restano instabili, l'energia costa, e molti fornitori aggiornano i listini senza preavviso.

+2,8%

inflazione alimentare Italia, gen 2025

+2,7%

media UE nello stesso periodo

3-5%

margine netto medio ristorante

+50%

olio d'oliva sul 2023

Fonti: Eurostat HICP gennaio 2025, ISTAT indici prezzi al consumo, Olive Oil Times market report 2024-25

Le categorie più colpite

Non tutti i prodotti si muovono allo stesso modo. L'olio extravergine d'oliva ha registrato aumenti record tra 2023 e 2025, con picchi superiori al 50% a causa di raccolti scarsi in Spagna e nel Sud Italia. I latticini hanno visto rincari tra il 10 e il 15% nel 2024, spinti dalla riduzione delle mandrie in Nord Europa. Farine e cereali restano volatili per via delle tensioni geopolitiche che incidono sui costi di trasporto.

Variazioni prezzi 2024-2025

Olio EVO+50%
Burro e latticini+15%
Farine+8%
Carni bovine+6%
Ortofrutta+4%

Elaborazione su dati ISTAT, Ismea, Olive Oil Times

Impatto stimato

€3.200

costo annuo extra per un ristorante medio che non monitora i prezzi

Stima basata su spesa media €80K/anno con delta non tracciato del 4%

Perché “fare i conti a mano” non basta più

La maggior parte dei ristoratori confronta i prezzi a memoria o con fogli Excel sporadici. Il problema è che i fornitori non aumentano tutto insieme: un rincaro del 3% su un prodotto passa inosservato, ma moltiplicato per decine di referenze e 12 mesi diventa una voragine. Secondo un'analisi del World Resources Institute, fino al 4-10% della spesa food viene persa per inefficienze nella supply chain — sprechi che partono proprio dalla mancanza di visibilità sui costi.

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Per ogni €1 investito nel monitoraggio dei costi, il ritorno medio è di €14

14x

Champions 12.3, The Business Case for Reducing Food Loss and Waste (WRI/WRAP)

Cosa cambia con un sistema di tracciamento

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Rincari nascosti che passano sotto il radar quando si gestisce tutto a mano.

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Uno studio di settore stima che un procurement attivo e data-driven può ridurre la spesa fino al 20% — un numero enorme se applicato a una spesa annua di 80-120 mila euro tipica di un ristorante medio italiano.

Conclusione: i dati battono le sensazioni

Nel 2026, affidarsi alla memoria o a un foglio Excel aggiornato ogni tanto non è più sostenibile. L'inflazione alimentare è strutturale, le fluttuazioni sono imprevedibili, e i margini sono troppo sottili per permettersi zone d'ombra. Chi traccia i prezzi sistematicamente ha un vantaggio competitivo concreto: vede i rincari in tempo reale, negozia meglio, e protegge il proprio margine.

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