Il 2025 si è chiuso con un'inflazione alimentare in Italia che ha superato stabilmente la media europea. Per chi gestisce un ristorante, un bar o una farmacia, ogni punto percentuale di aumento sui prodotti acquistati erode direttamente il margine netto — che nella ristorazione si aggira tra il 3 e il 5%. Nel 2026 il quadro non migliora: le catene di approvvigionamento restano instabili, l'energia costa, e molti fornitori aggiornano i listini senza preavviso.
+2,8%
inflazione alimentare Italia, gen 2025
+2,7%
media UE nello stesso periodo
3-5%
margine netto medio ristorante
+50%
olio d'oliva sul 2023
Fonti: Eurostat HICP gennaio 2025, ISTAT indici prezzi al consumo, Olive Oil Times market report 2024-25
Le categorie più colpite
Non tutti i prodotti si muovono allo stesso modo. L'olio extravergine d'oliva ha registrato aumenti record tra 2023 e 2025, con picchi superiori al 50% a causa di raccolti scarsi in Spagna e nel Sud Italia. I latticini hanno visto rincari tra il 10 e il 15% nel 2024, spinti dalla riduzione delle mandrie in Nord Europa. Farine e cereali restano volatili per via delle tensioni geopolitiche che incidono sui costi di trasporto.
Variazioni prezzi 2024-2025
Elaborazione su dati ISTAT, Ismea, Olive Oil Times
Impatto stimato
€3.200
costo annuo extra per un ristorante medio che non monitora i prezzi
Stima basata su spesa media €80K/anno con delta non tracciato del 4%
Perché “fare i conti a mano” non basta più
La maggior parte dei ristoratori confronta i prezzi a memoria o con fogli Excel sporadici. Il problema è che i fornitori non aumentano tutto insieme: un rincaro del 3% su un prodotto passa inosservato, ma moltiplicato per decine di referenze e 12 mesi diventa una voragine. Secondo un'analisi del World Resources Institute, fino al 4-10% della spesa food viene persa per inefficienze nella supply chain — sprechi che partono proprio dalla mancanza di visibilità sui costi.
Ricerca WRI / WRAP
Per ogni €1 investito nel monitoraggio dei costi, il ritorno medio è di €14
Champions 12.3, The Business Case for Reducing Food Loss and Waste (WRI/WRAP)
Cosa cambia con un sistema di tracciamento
Caricare le fatture dei fornitori in uno strumento di analisi automatica permette di:
Confrontare
Prezzo attuale vs. minimo storico per ogni prodotto, fornitore per fornitore.
Scoprire
Rincari nascosti che passano sotto il radar quando si gestisce tutto a mano.
Negoziare
Con dati alla mano, hai potere contrattuale reale con i fornitori.
Uno studio di settore stima che un procurement attivo e data-driven può ridurre la spesa fino al 20% — un numero enorme se applicato a una spesa annua di 80-120 mila euro tipica di un ristorante medio italiano.
Conclusione: i dati battono le sensazioni
Nel 2026, affidarsi alla memoria o a un foglio Excel aggiornato ogni tanto non è più sostenibile. L'inflazione alimentare è strutturale, le fluttuazioni sono imprevedibili, e i margini sono troppo sottili per permettersi zone d'ombra. Chi traccia i prezzi sistematicamente ha un vantaggio competitivo concreto: vede i rincari in tempo reale, negozia meglio, e protegge il proprio margine.